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L'Ipossia silenziosa è stata riscontrata in molti pazienti affetti da COVID 19. Ecco perchè può essere estremamente pericolosa

Questa condizione polmonare si sta avvicinando di soppiatto ai pazienti COVID-19 senza sintomi evidenti.

Lipossia cerebrale è stata riscontrata in molti pazienti affetti da COVID 19. Ecco perchè può essere estremamente pericolosa

Il nuovo killer silenzioso del COVID

I medici stanno notando una tendenza preoccupante nei pazienti con COVID-19: i loro livelli di saturazione di ossigeno nel sangue sono estremamente bassi, e questo indica che non stanno ricevendo abbastanza ossigeno ai polmoni, sebbene non mostrino segni di affanno.Questo fenomeno è conosciuto come ipossia silenziosa.Un livello di saturazione di ossigeno nel sangue quasi normale è superiore al 90%, ed è considerato normale fino al100%. Se si scende a livelli inferiori, il cervello non riceve l'ossigeno di cui ha bisogno, e questo causa letargia e senso di confusione oltre a portare a un pericolo reale di danneggiamento degli organi vitali, e persino alla morte.Dall'esperienza che arriva dai medici che combattono nelle unità di crisi con i pazienti affetti da COVID, è stato riscontrato che quelli affetti da ipossia silenziosa, hanno i polmoni pieni di liquido e pus, pur non avendo alcuna difficoltà respiratoria,e pertanto possono avere convissuto con tale problema fino al momento del loro ricovero in ospedale.In alcuni pazienti con ipossia silenziosa i livelli di saturazione di ossigeno riscontrati erano del 50% e questo dimostra perchè questa condizione di ipossia è realmente silenziosa.

L'ipossia silenziosa non è  comunque un fenomeno nuovo. È stato infatti osservato in caso di malattia in alta quota, e qualsiasi condizione che provoca danni ai polmoni può causarlo, sebbene sia più comune in condizioni croniche come la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)e la fibrosi polmonare, in cui i polmoni sono cronicamente danneggiati, rispetto alla polmonite.

In molti casi COVID-19, il virus provoca infatti silenziosamente delle lesioni alle sacche d'aria nei polmoni, causando la polmonite che porta alla  compromissione della diffusione dell'ossigeno attraverso la sua membrana.Inizialmente i polmoni rimangono conformi e possono espellere l'anidride carbonica, ed è questa la ragione per cui chi ha questo problema può non sperimentare alcuna sensazione di affanno.Nel momento in cui i pazienti sviluppano affanno, potrebbe essere già in atto una polmonite significativa con danni anche molto gravi. La lesione del sacco aereo causata dal virus può  infatti  progredire rapidamente causando  livelli pericolosamente bassi di ossigeno,  il che può provocare ulteriori danni ai tessuti in vari organi, inclusi polmoni, cuore, fegato, reni e cervello. Lo scenario peggiore è l'insufficienza multipla di organi, che può essere fatale.

L'ipossia silenziosa potrebbe essere grave se gli organi del corpo (ad esempio cuore, fegato, reni, cervello) non ricevono abbastanza ossigeno per funzionare normalmente, e il problema può essere più grave in caso di condizioni patologiche preesistenti, o in pazienti in età più avanzata, in quanto, i giovani sani possono tollerare anche a lungo una bassa saturazione di ossigeno senza difficoltà.

Le persone con problemi medici di base come malattie cardiache, polmonari o renali potrebbero iniziare a riscontrare difficoltà a causa della bassa saturazione di ossigeno, mai i livelli di ossigeno  differiscono da una persona all'altra e dipendono da molti fattori, ad esempio se i pazienti presentano  già anemia o alterazioni del flusso sanguigno.Se i medici riconoscono l'ipossia silente abbastanza presto, la stessa  essere trattata con ossigenoterapia (attraverso tubi nasali,  maschere facciale o un tubo posto nella trachea). Potrebbe essere anche di aiuto il posizionamento dei pazienti in posizione verticale o semirecumbent (dove la testa e il busto si trovano ad un angolo di 45 gradi) o in posizione prona (sdraiati sulla pancia) . È inoltre importante anche un attento monitoraggio tramite esami del sangue.Per prevenire l'ipossia silente,  deve essere prevenuto per primo il danno polmonare che lo causa. Tuttavia, un dispositivo di monitoraggio dell'ossigeno chiamato pulsossimetro può aiutare a rilevare bassi livelli di ossigeno e aiutare quindi le persone a cercare cure mediche precoci, evitando allo stesso tempo aggravamenti della salute e il bisogno di trattamenti più invasivi.I pulsossimetri sono strumenti estremamente importanti nel rilevare e curare il coronavirus e potrebbero quindi rappresentare un sistema rapido di screening nonchè un campanello di allarme per i problemi respiratori associati al COVID 19.

 Per questo, tutti i pazienti che risultano positivi al coronavirus dovrebbero  monitorare la pulsossimetria per almeno 2 settimane , che è poi il periodo nel  quale si sviluppa la polmonite da COVID.Tutte le persone con tosse, affaticamento e febbre dovrebbero sempre avere un monitoraggio della saturazione dell'ossigeno, anche se non hanno effettuato i test specifici per la rilevazione del virus e/o il tampone dovesse essere risultato  negativo, poiché  tutti i test sono accurati solo del 70% circa, e la stragrande maggioranza di persone positive in realtà non sa di esserlo.


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