· 

L'aria condizionata può diffondere il coronavirus?

Vediamo tutto quello che c'è da sapere sui condizionatori, sia su quelli di casa, sia al ristorante, in ufficio, nelle palestre e in tutti gli altri luoghi pubblici.

Attenzione ai condizionatori d'aria

Ora che il clima è più caldo e che le restrizioni sono praticamente finite, viene spontaneo chiedersi se l'aria condizionata può diffondere il COVID-19. In particolare può preoccupare l'aria condizionata che troviamo in ufficio, nei ristoranti e negli altri luoghi pubblici, la cui manutenzione non è sotto il nostro diretto controllo. Le ricerche in merito non sono rassicuranti, infatti un recente studio pubblicato su Emerging Center Disease,  ha rilevato che nove persone a Wuhan, in Cina (il primo epicentro del focolaio di coronavirus), sono state infettate dal virus semplicemente sedendosi vicino a un condizionatore in un ristorante. Secondo i ricercatori, il virus è stato diffuso da un commensale asintomatico seduto a un tavolo di fronte al condizionatore e successivamente quattro persone  dello stesso tavolo più cinque  sedute ai tavoli vicini si sono rivelate positive al COVID-19.

 

In effetti in un ambiente pubblico, come un ristorante, un posto di lavoro o una palestra, l'aria condizionata potrebbe essere potenzialmente molto rischiosa, e questo ha a che fare proprio con il modo in cui funzionano i condizionatori stessi.L'aria condizionata infatti, fa circolare l'aria più rapidamente eliminando l'umidità. Il vapore acqueo può trattenere il calore, quindi con meno calore nell'aria, e una volta rimossa l'umidità, una stanza o uno spazio si raffredda. Meno umidità nell'aria favorisce al contrario l'evaporazione, che provoca l'essiccazione e la scomparsa delle goccioline nell'aria.Le goccioline sono in realtà particelle che seppure contengano principalmente acqua, contengono anche agenti patogeni dai quali si può essere infettati, e di questi agenti patogeni fa parte anche il COVID-19.Questi agenti patogeni vengono rilasciati attraverso le goccioline che emettiamo quando parliamo, starnutiamo, o tossiamo. Un singolo colpo di tosse rilascia infatti circa 3000 di queste goccioline, mentre uno starnuto ne può rilasciare addirittura 30.000!

Quando si accende l'aria condizionata, il flusso d'aria che esce, spinge le goccioline attraverso l'aria che respiriamo e questo fa si che diventi uno strumento rischioso nell'accelerare la trasmissione e la diffusione del virus. L'aria condizionata del resto non è altro che aria riciclata, e sebbene non si debba diventare troppo allarmistici sarebbe bene limitarne l'uso o non utilizzarla affatto, e in ambienti sui quali non si può intervenire, come nei luoghi pubblici bisognerebbe evitare semplicemente di stare vicini allo sfiato soprattutto se abbiamo vicine anche altre persone che potrebbero aumentare il rischio di infettarsi.

Questo vuol dire che dovremo rinunciare all'aria condizionata fino a quando non avremo debellato completamente il coronavirus? No.Ma dobbiamo fare molta attenzione. Se i filtri sono stati accuratamente puliti, non dovremmo preoccuparci più di tanto dell'aria condizionata di casa, a patto che la nostra casa non sia un "porto di mare" dove arrivano  sempre persone diverse, ma adesso più che mai dovremmo continuare a praticare il distanziamento sociale, oltre che seguire tutte le norme e raccomandazioni riguardanti l'igiene.Per i luoghi pubblici il rischio in effetti esiste e va valutato e bisogna fare attenzione. Se vai in un ristorante o in qualsiasi altro luogo pubblico, continua a praticare il distanziamento sociale, stai lontano dai condizionatori, lavati sempre le mani, non toccarti il viso, e come sempre, se hai sintomi che potrebbero essere riferibili al COVID-19 o se ti senti male, stai a casa.